BLATTE: DEGLI INDESIDERATI COINQUILINI

Le blatte, comunemente chiamate anche scarafaggi, sono degli insetti dell’ordine dei Blattodea, di cui ne esistono almeno quattromila specie divise in sei famiglie. In Italia le specie più diffuse sono principalmente tre:

  • Blattella germanica, chiamata anche fuochista o mangiapane;
  • Supella longipalpa, conosciuta come “blatta dei mobili”;
  • Blatta orientalis, detta anche scarafaggio nero comune o blatta nera.

 

Le dimensioni variano a seconda della specie, in media le più comuni si aggirano da 1 a 5 cm di lunghezza, e la femmina generalmente presenta un addome più largo rispetto ai maschi. Prediligono le zone antropizzate e gli spazi bui e caldo-umidi, specialmente se legati ad una scarsa igiene, come le reti fognarie, le tubazioni, i seminterrati, ma anche le cataste di legna e gli accumuli di cartone.

Le blatte proliferano molto velocemente: depongono le uova in un involucro protettivo, detto ooteca, che viene nascosto in posti difficilmente raggiungibili dall’uomo; un’ooteca contiene una media di dodici uova (varia a seconda della specie) e l’intervallo di deposizione tra un’ooteca e la successiva è di circa tre settimane.

Negli insediamenti urbani questi insetti si muovono lungo la rete fognaria, dove sono soliti a creare il nido, grazie all’abbondante presenza di acqua e di materiale organico che ne garantisce la sopravvivenza. Per spostarsi all’esterno aspettano il buio, pertanto la presenza di blatte durante le ore diurne è indice di una grande infestazione.  Talvolta, possono insidiarsi anche nelle abitazioni e nei pubblici esercizi, per via della costante presenza di cibo ed acqua: i luoghi ideali sono i sottotetti, il retro degli elettrodomestici e le fessure tra il cartongesso e le pareti. La presenza di blatte in casa deve preoccupare: questi insetti frequentano posti insalubri e trattengono sulle setole delle zampe microorganismi, veicolo di almeno quaranta specie di batteri patogeni - come salmonellosi, listeriosi, dissenteria, tifo - che possono essere trasmessi all’uomo.

Come per tutti gli insetti infestanti, bisogna agire in prevenzione: è buona regola non lasciare mai in giro residui di cibo o piatti sporchi, come anche sigillare eventuali fori o fessure su muri, pareti ed infissi. Da considerare anche il fatto che spesso questi insetti provengono da spazi infestati vicini oppure, li portiamo senza accorgerci: capita spesso che depositino le ooteche negli imballaggi, pertanto bisognerebbe sempre togliere il contenuto e buttare gli imballaggi nel più breve tempo possibile. Allo stesso modo, capita spesso che entrino negli edifici dagli scarichi di bagni e docce: quando rimangono inutilizzati, in circa quaranta giorni il sifone della piletta si svuota, si asciuga e genera una corrente d’aria percepita dagli scarafaggi. Questi insetti, seguono la corrente e risalgono gli scarichi, infestando così le seconde case o le attività stagionali. Per prevenire si consiglia di far scorrere l’acqua nelle pilette almeno ogni trenta giorni, nel caso non fosse possibile, allora bisogna sigillare gli scarichi.

Un’altra regola comune per una buona disinfestazione è quella di evitare il fai da te, attraverso l’utilizzo di prodotti come olii essenziali o alimenti che potrebbero portare solo all’effetto contrario, ovvero vederle proliferare a dismisura in brevissimo tempo! Anche l’utilizzo di insetticidi in polvere è sbagliato, perché sono altamente aspersori e, per via della loro tossicità, l’inalazione può provocare danni a persone ed animali. Un altro metodo assolutamente da evitare per la disinfestazione è l’utilizzo di bombolette auto-svuotanti, le quali, oltre a non risolvere il problema (solo un’irrilevante quantità di scarafaggi muore dopo questo “trattamento”), spingono questi insetti a ripararsi e a distribuirsi in quegli spazi che prima erano incontaminati.

Per risolvere il problema bisogna affidarsi ad aziende competenti: mediante un sopralluogo un disinfestatore professionale individua l’entità del problema e propone un piano d’azione per ottenere una deblattizzazione efficace e in breve tempo, con risultati visibili in ventiquattro ore. Tra le soluzioni più praticate abbiamo l’uso di esche alimentari in gel, che provocano una morte “ritardata”, così che le blatte muoiono nel nido e vengono mangiate dalle altre, ottenendo un effetto “a caduta”. Un altro metodo molto usato è l’irrorazione o la nebulizzazione di insetticidi liquidi, grazie ai quali le blatte, camminandoci sopra, vengono avvelenate a seguito del contatto con le superfici trattate.

Per concludere, la presenza di blatte, che si tratti di un’abitazione, di un ristorante o un negozio, deve sempre preoccupare e per evitare che questi insetti diventino degli indesiderati inquilini è meglio seguire i consigli che vi abbiamo scritto. Nel caso in cui questi insetti dovessero bussare alla vostra porta, è meglio affidarsi a disinfestatori professionisti che sapranno come aiutarvi!

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