Un mondo senza zanzare?

E' ipotizzabile un mondo senza zanzare? Quali i benefici e quali le conseguenze?

Senza dubbio le zanzare rappresentato un gran fastidio durante l’estate; tra zanzare comuni e zanzare tigre siamo soggetti alle loro punture praticamente per 24 ore al giorno.
 
Quante volte ci siamo chiesti: può esistere un mondo senza zanzare?
 
A questa domanda potrebbe rispondere lo studio scientifico portato avanti da Andrea Cristanti, uno scienziato italiano dell’Imperial College di Londra.
 
Questa ricerca, finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation nell’ambito del progetto Target Malaria, è finalizzata a combattere la diffusione di questa malattia tramite la lotta al suo vettore per eccellenza e si basa su di una modifica del patrimonio genetico delle zanzare femmine. La modifica in questione sarebbe in grado di bloccarne la fertilità e di eliminare del tutto la specie nel giro di 7-11 generazioni.
Nello specifico i ricercatori hanno creato un gene che provoca sterilità e che viene trasmesso al 99% degli esemplari della generazione successiva, fino a bloccarne definitivamente la riproduzione.
 
 
Dal punto di vista scientifico quindi l’eliminazione delle zanzare è possibile, ma senza dubbio si tratterebbe di una pesante interferenza nell’ambito naturale da parte dell’uomo, il che potrebbe dare origine a conseguenze imprevedibili.
 
Da un lato è vero che la zanzara è un insetto fastidioso e che con le sue punture è in grado di trasmettere malattie gravi come appunto la malaria, la febbre gialla e i virus dengue, chikungunya e zika: sono tutte patologie che, anche se alle nostre latitudini non rappresentano un problema, in vari paesi del sud del mondo, primo tra tutti l’Africa, mietono migliaia di vittime ogni anno. L’eliminazione della zanzara, o una drastica riduzione della popolazione, porterebbe a delle importanti migliorie dal punto di vista della loro diffusione.
 
Ma quali sarebbero le ripercussioni nel mondo animale?
Un’azione di questo tipo porterebbe sicuramente a cambiamenti significativi e soprattutto imprevedibili in questo mondo.
Prendiamo ad esempio il pipistrello, un mammifero che si ciba quasi esclusivamente di zanzare ed è in grado di mangiarne fino a 2000 in una sola notte. La sua dieta ne risulterebbe fortemente compromessa così come la sua stessa sopravvivenza sarebbe messa a repentaglio.
 
 
 
Inoltre la zanzara, in linea teorica, potrebbe essere sostituita nell’ecosistema da un altro insetto, che potrebbe, paradossalmente, avere anche un rapporto anche peggiore con l’uomo.
In natura infatti ogni elemento fa parte di un preciso meccanismo e un cambiamento così drastico potrebbe molto probabilmente significare qualche scompenso in un equilibrio delicato e soprattutto vecchio di secoli.
 
E’ davvero possibile quindi un mondo senza zanzare?
 
Una domanda complessa che dà vita ad ulteriori questioni dal punto di vista ambientale, sociale ed etico e che probabilmente è destinata a rimanere senza risposta.

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