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UN’APE CON UN LOOK INSOLITO: L’APE LEGNAIOLA

In questo articolo parliamo di un insetto pronube tra i più affascinanti e allo stesso tempo tra i meno conosciuti, l’Ape Legnaiola.

In questo articolo parliamo di un insetto pronube tra i più affascinanti e allo stesso tempo tra i meno conosciuti, l’Ape Legnaiola.

Questo tipo di insetto è molto raro da vedere e si discosta completamente dall’immagine che comunemente si ha di un’ape, con le classiche strisce gialle e nere, le dimensioni ridotte e facente parte di un gruppo ben organizzato. L’ape legnaiola, contrariamente, è solitaria, grande (le dimensioni vanno dai 18 ai 30mm) e di colore nero-violaceo o nero-blu. A prima vista potrebbe sembrare un bombo o un calabrone nero, ma questo impollinatore non ha nulla in comune con questi insetti, se non le dimensioni importanti, ed è facilmente distinguibile dalle vespe dalla peluria che ricopre il corpo, soprattutto le zampe (solitamente più larghe rispetto a quelle delle vespe), che usa per raccogliere e trasportare il polline. Questa leggera peluria è di fondamentale importanza, perché lo aiuta anche a non soffrire troppo il freddo, così che, verso aprile-maggio, è tra i primi ad uscire allo scoperto, quando il clima non è ancora particolarmente caldo.

L’ape legnaiola, nonostante le tante differenze con le api comuni, appartiene alla loro stessa famiglia, quella delle Apidae. La più nota è anche tra le più grandi, Xylocopa violacea, con dimensioni che si aggirano tra i 25 e i 30 mm, capo rotondo e ali completamente nere.

 

 

È un ottimo insetto pronubo che, nonostante le sue mascelle possenti, non rovina i fiori, ma anzi, contribuisce in maniera significativa all’impollinazione, tutelando la biodiversità ambientale e la migliore produzione di fiori e frutti. Nel corso della sua vita visita centinaia di specie differenti, ma è noto che l’ape legnaiola sia il principale impollinatore delle orchidee selvatiche, come Orchis mascula, Anacamptis laxiflora, Himantoglossum robertianum e Oprhys bombyliflora.

Se vi state chiedendo se sia pericolosa, considerata la sua stazza e il fatto che si muove rumorosamente, vi assicuriamo che punge solo se si sente realmente minacciata, sebbene preferisca di gran lunga la fuga all’attacco: per fortuna il suo veleno ha una citotossicità molto bassa, il dolore è causato principalmente dalla penetrazione del pungiglione e crea un leggero arrossamento che si risolve in pochi giorni; quando utilizza il pungiglione non muore, ma se questo si spezza durante la puntura va incontro alla stessa fine dell’ape mellifera.

Il suo nome deriva dal fatto che è l’unica nella famiglia delle apidi che utilizza le mandibole per scavare il legno per creare il nido. La femmina, a seguito della fecondazione, con le sue forti mandibole scava nei tronchi delle lunghe gallerie verticali di struttura a spirale, divise in circa quindici celle nelle quali depone le uova (comportamento che si riscontra in circa un terzo delle api solitarie). Ciascuna cella pedotrofica viene accudita da una femmina, assieme ad un “pane” di polline, miele e secrezioni ghiandolari, indispensabile al nutrimento delle larve a seguito della schiusa delle uova. Una curiosità che caratterizza questo insetto è la facoltà da parte della madre della nidiata di modificare il sesso delle larve nelle uova, riservando alle femmine le celle più interne, quindi meno esposte al rischio di predazione, e più spaziose, che permettono una maggiore riserva di cibo.

 

 

Spesso accade che l’ape fondatrice muoia nel nido, così che le nuove nate si occupano della mummificazione del corpo e della sua rimozione. I maschi, invece, sono utili solo all’impollinazione e all’accoppiamento, tanto che muoiono dopo aver fecondato la femmina.

Sebbene sia molto difficile vederne in giro, le api legnaiole non sono considerate una specie a rischio di estinzione, questo grazie ai grandi sforzi che sono stati messi in campo con il fine di proteggere e tutelare tutti gli insetti pronubi. Nonostante questo, il loro habitat continua ad essere minacciato, per via della generale diminuzione di biodiversità, che comporta una costante difficoltà a trovare fonti di cibo sufficientemente varie e luoghi di nidificazione adeguati. Proprio per questo è necessario prestare la massima attenzione all’ambiente e alle proprie abitudini, al fine di preservare la natura e le biodiversità, diventando sempre più coscienti che ogni passo mosso a favore dell’ambiente non è altro che un piccolo miglioramento per un futuro migliore.

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