Le Vespe: un approfondimento

Sono tre le tipologie di vespe più diffuse sul territorio italiano.

Qualsiasi insetto volante di colore giallo e nero a strisce viene classificato dai non addetti ai lavori come una vespa, ma in realtà le specie che appartengono a questa famiglia sono numerose, ognuna con un comportamento diverso.
Le vespe maggiormente presenti sul territorio italiano sono sostanzialmente tre: i Polistini (genere Polistes), volgarmente chiamate vespe cartonaie, i Vespini (genere Vespula Vulgaris o Germanica), e le Vespe Crabro o calabroni.
 
I Polistini
 
 
 
I Polistini sono presenti in Italia con almeno una decina di sottospecie. Negli ambienti antropizzati costruiscono i nidi in luoghi caldi e riparati, quindi è facile trovarle sotto le tegole dei tetti, in prossimità di baracche e pollai, ma anche all’interno di tubi o di piccole cavità su pali e tralicci dell’elettricità. Il nido della “vespa cartonaia” è riconoscibile per la sua struttura a celle esagonali, con il favo che rimane esposto. In primavera le femmine fecondate l’anno precedente dai maschi abbandonano il rifugio invernale e si accingono a fondare un nuovo nido.
Verso la metà di maggio le prime operaie cominciano a sfarfallare, in estate poi il nido raggiunge il massimo della maturità. In autunno inizia la riproduzione e le femmine fecondate tendono ad annidarsi in luoghi protetti per trascorrere il periodo più freddo dell’anno. 
Raramente si spostano più di qualche centinaio di metri dal nido
 
La Vespula 
 
 
La Vespula (vulgaris o germanica) rappresenta la tipologia di vespa che più spesso viene a contatto con l’uomo, quindi la più pericolosa, sia per l’aggressività che per l’elevato numero di individui presenti in un solo nido, fino a 5000/7000 esemplari.
Il nido viene costruito in una cavità nel terreno, ma può essere anche all’interno di edifici, sotto un cornicione o dentro un albero cavo.
Il nido è fatto di un materiale simile alla carta che viene creato masticando della fibra di legno e impastandola assieme alla saliva. 
La vespula ha grande capacità di adattarsi e si nutre sia della predazione di insetti vivi, come larve di lepidotteri e mosche, che di carcasse di insetti morti e addirittura di cibi conservati e  sostanze zuccherine naturali o prodotte dall’uomo. 
Per procurarsi il cibo si spostano dal nido di parecchi centinaia di metri, fino a superare il chilometro. 
 
La Vespa Crabro
 
 
La Vespa crabro, o calabrone, è la vespa dalle maggiori dimensioni che possiamo trovare nel nostro paese, con regine che possono raggiungere i 35 mm. E’ pericoloso e viste le dimensioni considerevoli spaventa facilmente, ma il calabrone è molto meno aggressivo di altre tipologie di vespa.
Per la costruzione del nido questa specie preferisce le piccole cavità degli alberi, ma in ambiente urbano utilizza anche luoghi riparati e protetti come solai, camini, pozzi, intercapedini. Il nido del calabrone è formato da diversi favi sovrapposti, racchiuso da un involucro piuttosto friabile simile alla carta, che viene continuamente rimodellato dalle operaie
 
 
La colonia di calabroni è molto inferiore rispetto a quella della vespula e comprende al massimo 1000 esemplari. 
L’alimentazione comprende sostanze liquide zuccherine e proteine solide, ma sono stati documentati anche casi di predazioni a colonie di api.

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