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IL DISERBO SELETTIVO

Una breve guida per un diserbo sicuro ed efficace

Il diserbo selettivo è un importante strumento per la cura del verde e delle colture. Si tratta di un’operazione che consiste nell’eliminazione delle erbe infestanti, per evitare che possano compromettere la crescita e la salute del manto erboso e delle piante, siano essi ornamentali o per uso alimentare. Ogni pianta ha uno scopo preciso e tantissimi pro, con benefici riconducibili tanto alle persone quanto all’ecosistema, ma – nel caso delle malerbe – la mancanza di un controllo della loro crescita e diffusione arreca una serie di contro assolutamente da non sottovalutare.

Le piante cosiddette “infestanti” presentano generalmente uno spirito di adattamento ineguagliabile e una crescita particolarmente rapida rispetto alle altre erbe, aspetti che permettono loro di diffondersi con maggiore velocità e intensità. Le infestanti tendono ad assorbire più acqua e nutrimento dal terreno rispetto alle altre colture e a sottrarre loro luce, inducendole così ad una crescita minore e con maggiori stress, soprattutto quando la loro diffusione non viene seguita a dovere. In alcuni casi, come nei vigneti, tra i filari è presente un manto erboso, dove compaiono anche infestanti di varie specie, che – se tenute alla giusta altezza e intensità – favoriscono la presenza di insetti utili e a mantenere una buona umidità del terreno.

In generale, l’obiettivo del diserbo è eliminare o ridurre considerevolmente la presenza di infestanti, abbassando anche le possibilità che queste tornino a invadere la zona trattata.  Può essere eseguito meccanicamente, con l’uso di attrezzi specifici (come zappa e rastrello), o attraverso l’utilizzo di prodotti chimici, come gli erbicidi, una pratica molto utilizzata per prevenire e contrastare la formazione di infestanti senza danneggiare le piante che si desidera mantenere integre e sane.

Se pensiamo alle strutture ricettive, come i campeggi, dove il verde ornamentale è l’elemento che meglio racconta la loro vera essenza, il diserbo selettivo è un’operazione di manutenzione ordinaria che non può assolutamente mancare in fase di preapertura. Questo perché vedere dei vialetti ben puliti e ordinati, senza malerbe che ne compromettano l’estetica e la simmetricità, è decisamente un punto a favore all’immagine complessiva che gli ospiti hanno della struttura.

Esistono diversi metodi di diserbo selettivo, uno dei più comuni è l’impiego calibrato di prodotti chimici sistemici, che agiscono per assorbimento fogliare e traslocazione alle radici solo sulle piante indesiderate, garantendo risultati duraturi e senza rischi per l’estetica e la salute di quelle circostanti, soprattutto quelle ornamentali.

Di prodotti chimici per il diserbo ne esistono tanti, ciascuno specifico per ogni specie di infestante, per questo motivo quando si vogliono eliminare le cosiddette “erbacce” è necessario avere delle conoscenze almeno delle principali malerbe e delle caratteristiche peculiari dei prodotti fitosanitari, al fine di poterli adoperare al meglio per raggiungere i risultati pianificati ed evitare fenomeni di fitotossicità. Ciò significa che è di fondamentale importanza scegliere il diserbante con la selettività specifica per la specie che si ha intenzione di estirpare, e quindi la sua capacità di essere tossico solo per determinate piante e non per le altre limitrofe. In alcuni casi, i trattamenti vengono eseguiti mediante una “campana” collegata all’estremità della pompa, la quale permette di distribuire il diserbante in modo mirato, selettivo e in completa sicurezza, perché impedisce l’effetto deriva del prodotto.

Negli ultimi anni molte strutture e Pubbliche Amministrazioni preferiscono affidarsi al pirodiserbo, un trattamento biologico, che si effettua con calore secco o umido direttamente sull’infestante e che non presenta alcun tipo di effetto deriva (in quanto non vengono impiegati prodotti fitosanitari). La sua azione è legata allo shock termico causato dal rapido passaggio della fiamma, che provoca la distruzione delle membrane cellulari e la coagulazione delle proteine, con conseguente morte della pianta nelle successive 72 ore. Questo trattamento non è selettivo, ma elimina ciò che incontra lungo il suo cammino, pertanto è da preferirsi laddove bisogna coprire grandi superfici in tempi brevi (ad esempio, per trattare le infestanti che crescono tra le mattonelle di piazze e vialetti, o sulle interfile dei campi coltivati o per trattare il terreno prima della semina o del trapinato).

 

Generalmente, le malerbe più comuni possono essere suddivise in due grandi famiglie botaniche: monocotiledoni e dicotiledoni, entrambe a loro volta divise traperenni ed annuali. Tra le infestanti monocotiledonipiù diffuse abbiamo la gramigna comune (Agropyron repens) e l’erba fienarola (Poa pratensis), mentre tra le dicotiledoni abbiamo la piantaggine (Plantago lanceolata) e il tribolo (Tribolus terrestris). Altamente infestante, il Tribulus terrestris è conosciuta per i suoi frutti duri e acuminati che, tra luglio e ottobre, invadono parchi e piste ciclabili, danneggiando le camere d'aria delle biciclette e pungendo i piedi e le zampe degli animali. Il cambiamento climatico degli ultimi anni ha avuto ripercussioni dirette anche nel nostro territorio, dove l'innalzamento delle temperature sta lentamente trasformando il clima locale, che si avvicina sempre più a quello delle zone solitamente più aride. Di conseguenza stanno emergendo infestanti originarie di altre zone climatiche, come il tribolo: una pianta erbacea tropicale perenne che cresce principalmente in terreni poveri e sabbiosi, arrivato circa 5 anni fa, in pochissimo tempo ha contaminato giardini, parchi e piste ciclopedonali. È quindi importante mantenere una buona conoscenza degli sviluppi e agire in modo mirato per prevenire una diffusione su larga scala e l'insorgere di problematiche.

Se si volesse andare nello specifico e individuare quali specie sono infestanti e quali no si entrerebbe in una sorta di labirinto, perché la visione è soggettiva. Tutto dipende dall’uso che viene fatto di tali piante, in quanto certe specie spontanee o coltivate diventano malerbe nel momento in cui cessa la loro funzione di utilità in quel determinato contesto o se rapportate ad una destinazione d’uso diversa dell’area in oggetto. Per capire meglio questo concetto, si può pensare al tarassaco: il Taraxacum officinale è una specie utilizzata sin dall’antichità per le sue molteplici virtù medicamentose e ogni sua parte può essere mangiata, però in determinati contesti, come il manto erboso di un giardino, la sua presenza viene considerata come infestante, perché altera l’armonia e l’uniformità del verde.

Anche in questo caso, la prevenzione svolge un ruolo cardine nella “lotta alle infestanti” e per farla bisogna abbandonare progressivamente l’ideale che un prato bello sia per forza un prato all’inglese: questa tipologia di manto erboso richiede cure costanti, uno sfalcio settimanale e delle abbondanti concimazioni annuali, ma soprattutto un’enorme quantità d’acqua per mantenerlo verde e rigoglioso. Meglio privilegiare la realizzazione di un prato selvatico sostenibile, fatto di specie che richiedono un basso apporto idrico e una sporadica manutenzione: un prato “vivo”, ricco di fogliame di varie forme e dimensioni e altrettanti fiori che richiamano numerosi insetti utili. Altrimenti, si può optare per un prato di Phyla nodiflora, più comunemente nota come Lippia, un’erbacea tappezzante perenne che richiede pochissima irrigazione e regala in cambio uno splendido prato verde ricco di fiori bianchi e rosa.

In conclusione, le piante infestanti vanno sempre trattate in modo professionale, mettendo in pratica azioni sostenibili che rispettino l'ecosistema ed evitino fenomeni di fitotossicità e inquinamento. In molti articoli i prodotti diserbanti vengono etichettati come inquinanti, ma in realtà lo diventano solo se utilizzati male e in modo massivo: se vengono seguite minuziosamente le indicazioni riportate in etichetta e se gli interventi vengono eseguiti con dispositivi professionali adeguati, attuando procedure specifiche in base alla pianta da trattare, i prodotti chimici sistemici sono sicuri per le piante non target e per le persone. Quindi, il diserbo selettivo è una pratica consigliata ed efficace, l’importante è affidarsi sempre ad aziende competenti per assicurarsi risultati ottimali.

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